Lo spieghiamo in queste pagine 34, 35 e 36 della pubblicazione che racconta la “storia della figura” del Garante della Persona disabile ( oggi persona con disabilità). Per seguire in diretta https://webtv.camera.it/evento/30959
La figura prende corpo in un atto formale. La petizione all’ARS del 14 ottobre 2002
Nell’anno 2002, esattamente il 19 marzo, veniva costituita l’Associazione Sportiva – Culturale pro H Aquile di Palermo Onlus (nella foto sotto alcuni atleti del tempo) che si proponeva il raggiungimento di due soli scopi sociali. Il verbale di costituzione del sodalizio, veniva da me sottoscritto assieme ad altri due familiari di giovani neuromuscolari, Giovanni Amato papà di Piero, Giuseppe D’Amico papà di Salvatore e da due giocatori di Hockey su carrozzina elettrica, Pietro Di Giglia e Maria Piera Migliaccio.
Il primo di tali scopi riportato nello statuto era costituito dalla pratica e dallo sviluppo del Weelchair ockey; il secondo veniva individuato nella “tutela dei diritti civili delle persone disabili e di tutti gli altri oggetti nei cui confronti è diretta l’attività dell’associazione.
Nell’ambito di tale settore l’associazione promuove ogni attività, azione e collaborazione finalizzate all’istituzione della figura del Garante della persona disabile ( ndr. oggi persona con disabilità) da parte dei Comuni rientranti nel territorio della Regione Siciliana”.
Per la prima volta in assoluto, quindi, la figura prendeva corpo in un atto formale, benché di tipo privatistico, regolarmente registrato presso gli Uffici dello Stato.
Da quel momento, ho iniziato ad operare per programmare e mettere in atto alcune azioni volte a per fare nascere la figura anche sul piano concreto. Ero consapevole che quel disegno potesse rivelarsi presto una mera illusione. Erano troppe le variabili e i fattori che dovevano intervenire favorevolmente per poterlo realizzare. Tuttavia il tentativo andava fatto.
A quel tempo, nella qualità di Presidente delle Aquile, riuscivo in buona misura a tessere rapporti con diverse Associazioni del privato sociale che si occupavano di disabilità. Fu ai rispettivi presidenti, tra
cui Salvatore Crispi (Coordinamento H), Laura Ambra (Nuovo Sentiero Onlus), Fiorella Acanfora (Futuro semplice Onlus), che parlai per la prima volta di volere svolgere il tentativo di richiedere l’istituzione della figura del Garante della Persona disabile nella Regione Siciliana.
L’idea, sintetizzata in un documento, veniva accolta con favore da ognuno di loro. Ciò mi spinse, ovviamente collaborato da Ettore, a cominciare a lavorare su una possibile regolamentazione della figura.
Cosa, che siamo riusciti a fare nell’arco di un paio di mesi.
Subito dopo abbiamo predisposto la petizione da avanzare alla Presidenza dell’ARS, alla quale abbiamo allegato la “bozza di un possibile disegno di legge”. Anche la petizione veniva sottoscritta, in tempi relativamente brevi, oltre che dai componenti e familiari delle Aquile di Palermo e delle altre associazioni, anche da singole Persone con disabilità e loro familiari non facenti parte di sodalizi sociali. Veniva,
così, depositata all’A.R.S. (Assemblea Regionale Siciliana) il 14 Ottobre 2002.
Ovviamente, sapevamo tutti che ciò non poteva essere sufficiente, per conseguire a breve un risultato. La petizione, infatti, rimase per lungo tempo depositata presso il Parlamento siciliano, senza che mai
venisse prelevata e trattata da una Commissione parlamentare.
Per questo, come Aquile, nel frattempo abbiamo concordato di seguire, in modo parallelo, anche la strada volta a tentare di istituire la figura presso qualche Comune della Sicilia. Bisognava solo iniziare.




